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Il palloncino: come funziona e quali sono le sue origini

Oggi, quando pensiamo al palloncino pensiamo ad un flessibile sacco in lattice, in grado di gonfiarsi grazie ad un getto d’aria al suo interno.
Ma quando e come è nato il palloncino? Probabilmente non tutti sanno che la sua storia ha origini molto lontane che risalgono a qualche secolo fa.

Le tappe storiche del palloncino

Il primo tipo di palloncino esisteva ancora prima della scoperta della gomma.
La sua primissima forma venne realizzata con l’essiccazione della vescica, dello stomaco o dell’intestino degli animali. Una volta essiccate, queste parti erano pronte per essere gonfiate ad aria e utilizzate da giullari e intrattenitori per i loro spettacoli a corte.

Successivamente, le viscere degli animali furono utilizzate alla stessa maniera anche da Galileo Galilei, con l’obiettivo però di riuscire a pesare l’aria.

Nel 1783 Jacques Montgolfier inventò la mongolfiera, il primo mezzo capace di portare un essere umano in cielo. Si trattava di un palloncino di seta, di grandi dimensioni, rivestito con una vernice gommata e riempito di idrogeno. Questo gas leggero gli consentì di volare.

Nel 1824 il professore della Royal Istitution di Londra, Michael Faraday, sperimentò i primi palloncini con la gomma grezza, o caucciù. Faraday si rese conto che il caucciù si dilatava più del previsto e, man mano che gonfiava, diveniva trasparente.
L’anno successivo, negli Stati Uniti d’America, i primi palloncini in gomma iniziarono ad essere venduti in commercio. Tuttavia, chi li acquistava doveva fabbricarseli da sé. Infatti, i primi palloncini in gomma furono venduti sotto forma di kit, composto da una soluzione di gomma e una siringa di condensanti.

Successivamente l’idrogeno, giudicato un gas altamente infiammabile, venne sostituito con l’elio, un gas più leggero dell’aria e meno pericoloso.

In Ohio, nel 1907 aprì la prima fabbrica di palloncini, grazie alla Rubber Company Anderson.

In Italia, qualche anno dopo, fu Angelo Rocca a fondare in provincia di Frosinone una fabbrica per la produzione artigianale di palloncini in gomma. Dopo essere emigrato a Marsiglia e aver lavorato nel settore per tanto tempo, decise di tornare nel suo paese di origine per avviare questa fiorente attività.

Nel 1950 venne introdotto il lattice per sostituire la gomma. Si tratta di un liquido naturale estratto da un vegetale (l’Havea Brasiliensis) che si trova principalmente nelle foreste della Malesia e dello Sri Lanka.

Come si fabbricano i palloncini in lattice

Oggi, il palloncino in lattice è sicuramente il tipo più diffuso. Il lattice allo stato puro è un liquido di colore tendenzialmente bianco che, se esposto all’aria o al calore, si trasforma in una sostanza solida ed elastica. Questo liquido, dopo essere stato raccolto, viene inviato alle fabbriche che provvedono a trattarlo e colorarlo con sostanze naturali. Una volta trattato, viene messo in grandi vasche all’interno delle quali vengono immersi gli stampi a forma di palloncino sgonfio. Infine, i palloncini vengono rimossi dagli stampi con un getti d’aria o acqua, e sono pronti per l’impacchettamento finale.